Tutto iniziò a marzo 2013, quando per curiosità, io e mio marito ci siamo iscritti al corso intitolato “La panificazione domestica” organizzato da Slow Food in collaborazione con la Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro (Bs). Due serate in cui scoprire attraverso il Mastro Panettiere Davide Longoni le tecniche ed i trucchi per produrre un buon pane fatto in casa. Confesso che prima di quel corso, avevo provato più volte a fare il pane a casa, sia con le classiche macchine che si trovano ovunque in commercio che senza. Il risultato però non è mai stato soddisfacente, a volte il pane aveva un peso tale che avrebbe potuto uccidere qualcuno 😉 altre invece sembrava pancarrè. Insomma come un famoso Santo che di nome faceva Tommaso ho voluto provare con le mie mani a fare un pane degno di essere chiamato tale. E devo dire che questo è stato uno dei corsi più utili che abbia mai fatto visto che da allora non ho più comprato un solo panino!

Dopo varie sperimentazioni per la produzione di un buon pane, dal gusto classico tipo pugliese, quella che applico attualmente prevede:

250 gr di lievito madre

350 gr di farina 0

200 gr di farina Manitoba

200 gr di acqua tiepida

6 gr di malto

1 cucchiaio di olio EVO

11 gr di sale fino (ricordate che il sale nel pane corrisponde sempre al 2% della farina totale)

Per prima cosa formate una fontana con la farina e nel centro metteteci il lievito madre, una parte dell’acqua, il malto e l’olio, quindi cominciate ad impastare. Quando l’impasto comincia a diventare omogeneo incorporate poco alla volta il sale e continuate ad impastare bagnando con la restante acqua. Quando avrete ottenuto una palla liscia ed elastica sbattete energicamente la palla sul piano da lavoro per una decina di volte (questo è anche un buon metodo per scaricare lo stress 🙂 ). A questo punto procedete con le famose pieghe, ovvero stendete leggermente la palla con le dita e piagate il quattro lati verso il centro a due a due, otterrete nuovamente una palla. Lasciate la parte con le chiusure delle pieghe sul basso e poi procedete con la pirlatura (non è un insulto, consiste semplicemente nel disporre le mani a coppa con al centro l’impasto facendo roteare in senso orario e su se stessa la palla).

pane fatto in casaPonete ora la palla in una ciotola piuttosto capiente, copritela con un canovaccio umido e lasciatela riposare in forno spento per 90 minuti. Trascorso questo tempo l’impasto si sarà duplicato. Ripetete nuovamente la fase delle pieghe e della pirlatura, ponete poi l’impasto nella ciotola, coprite con il canovaccio e lasciate riposare in forno spento per altri 90 minuti. Ora prendete la vostra palla, dividetela in due parti con un tarocco, se lo avete, o semplicemente con un coltello dalla lama affilata. Fate per ciascuna parte così ottenuta le pieghe e la pirlatura e attendete ancora 60 minuti. Nel frattempo accendete il forno a 250°.

Prima di infornare fate dei tagli profondi e netti sul pane. Infornate a 220° e cuocete ciascun pane per almeno 30 minuti (verificate la cottura con uno stuzzicadenti, esattamente come si fa per le torte lievitate).

Questo pane resta fresco per almeno 2 giorni, quello che pensate di non consumare in quell’arco di tempo potete tranquillamente surgelarlo a spicchi e toglierlo di giorno in giorno secondo le necessità (non potrete più fare a meno del suo gusto e del suo profumo fragrante).

Ps. A piacere potete sostituire 50 gr di farina 0 e 50 gr di Manitoba con 100 gr di farina integrale

pane fatto in casa

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