Ovunque nel mondo c’è una grande confusione sul termine spumante, bollicina, Champagne, Prosecco (solo per citarne alcuni). Tutti ne parlano, molti li bevono, ma pochi sanno effettivamente cosa indicano i diversi termini.

Non vorrei addentrarmi troppo nello specifico (rischierei di disperdermi in infinite discussioni che probabilmente genererebbero solo una grande confusione), vorrei però parlare di un argomento che viene troppo spesso trascurato e che per molti rappresenta ancora un tabù.

Vigneto

Per dare una descrizione che evidenzia le differenze sostanziali riassumerei il tutto così:

  • I termini spumante o bollicina  indicano semplicemente un vino contenente anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione. Pertanto, scartando gli spumanti artificiali (ovvero tutti i casi in cui l’anidride carbonica non viene prodotta dalla rifermentazione ma solo tramite l’addizione di questo gas) ogni volta che parliamo di spumante parliamo di un vino di qualità che non è fermo bensì contiene bollicine. Ecco perché nel gergo comune la parola “bollicina” va molto spesso a sostituire quella di “spumante”. Molte persone non sanno che esistono due tipi di fermentazione che prendono il nome di Charmat, se la fermentazione è una sola e avviene in grandi recipienti; metodo Classico, se le fermentazioni sono due, una prima in autoclave che darà un vino base fermo ed una seconda direttamente in bottiglia.
  • Da questo concetto base nascono tutte le altre denominazioni, ovvero quei termini che non solo indicano un metodo ma si legano a specifici territori di appartenenza. Prosecco e Champagne sono chiare dimostrazioni dei due diversi metodi di produzione. Il primo viene prodotto con il metodo Charmat, mentre il secondo segue i principi del metodo Classico. Ma quali sono le vere differenze tra i due metodi produttivi? Dovete sapere che uno spumante ottenuto da metodo Charmat è un vino che va consumato giovane, non pensato per l’invecchiamento, è legato a profumi molto freschi e non ha molta struttura. Non a caso il Prosecco è famoso in tutto il mondo per la sua estrema facilità di beva ed è per questo un ottimo prodotto da consumare come aperitivo. La spuma dello Champagne è invece ottenuta in modo molto più lento, sono infatti necessarie due fermentazioni di cui la seconda avviene in bottiglia, la bollicina è molto sottile e la struttura è molto più complessa. Il risultato è un vino decisamente più eterogeneo, propenso all’invecchiamento, ideale come aperitivo e perfetto a tutto pasto. Con lo stesso metodo produttivo viene prodotto anche il Cava in Spagna, e per quanto riguarda il Bel Paese? Non potete nemmeno immaginare quanti esempi abbiamo di vini con rifermentazione in bottiglia! Gli esempi più rappresentativi? Franciacorta in primis, Trento Doc, Oltrepò Pavese… E tutte queste produzioni, come per lo Champagne ed il Prosecco, sono legate al loro territorio. Quindi quando chiederete ad esempio un Franciacorta significa che starete cercando un vino che ha fatto una doppia fermentazione e proveniente dall’area Franciacorta. Il territorio è importante perché in esso sono racchiusi disciplinari specifici di produzione, microclima, terreni… valori irripetibili e unici perché presenti solo in quel determinato luogo.

Spero di aver solleticato con questo intervento la vostra curiosità. E’ importante sapere cosa beviamo almeno tanto quanto sapere cosa mangiamo, sapere perché ci sono differenze di prezzo tra una tipologia ed un’altra, capire in quale situazione è più adatto un vino e in quale invece è più opportuno sceglierne un altro… Vino e cibo vanno dalla memoria dei tempi di pari passo, proprio perché ognuno dei due può valorizzare o sminuire l’altro!

Villa Sparkling MenùConcludo con una piccola case history di un lavoro fatto da un’azienda franciacortina che fin dagli anni ’80 porta avanti la filosofia del consumo del Franciacorta a tutto pasto, tanto da creare nel 2002 un concorso che è stato raccontato in occasione della decima edizione attraverso un volume “Sparkling Menù: una storia di gusto, gioia ed emozioni”. L’azienda Villa Franciacorta ha saputo dare una dimostrazione tangibile di come l’abbinamento a tutto pasto di un Franciacorta in questo caso, ma potrebbe valere anche per altri vini prodotti attraverso la rifermentazione in bottiglia, dia la possibilità di costruire attraverso l’abbinamento un intero menù, togliendoci spesso dall’imbarazzante indecisione tra bianco e rosso.

Visto che l’argomento è infinito, o quasi, prometto che farò prossimamente altri approfondimenti. Nel frattempo fate attenzione… evitate di chiedere il solito spumante 😉

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