Se vi dico: Dolcetto, Barbera e Nebbiolo a cosa pensate? E se nel gruppo ci fosse anche il Moscato? Scommetto che avete già indovinato, impossibile non farlo. C’è un solo posto al mondo dove queste uve sono diventate la bandiera del territorio stesso e questo territorio è il piemonte. Una terra che amo particolarmente e che ci regala una cultura enogastronomica difficile da trovare altrove.

Grazie ad una delle degustazioni organizzate dall’Associazione Italiana Sommelier ho avuto il piacere di conoscere per la prima volta Claudio Sacco, patron insieme alla famiglia di Tenuta Langasco. Stiamo parlando di una piccola cantina che non produce più di 60.000 bottiglie all’anno e situata sulle colline di Alba, a Madonna di Como.

Ciò che ho molto apprezzato della filosofia produttiva della famiglia Sacco è che il loro “modus operandi” di far vino parte proprio da un rispetto totale della materia prima. Concimazione organica, utilizzo di brassicaceae (dal cui fiore si ottiene la senape) usate in inverno per sanificare il terreno e macinate poi in primavera per essere usate come concime, basse rese per ceppo per non stressare la pianta e queste sono solo alcune delle tante attenzioni che vengono dedicate al vigneto. La produzione di Tenuta Langasco si concentra in modo particolare sui rossi ma qui vi voglio parlare anche di un bianco che ho trovato estremamente interessante: si tratta del Langhe Arneis 2012.

Il vitigno Arneis emerge per la prima volta attorno agli inizi degli anni ’80 nella zona di Roero. Si tratta di un vitigno fresco, da consumare abbastanza giovane. L’interpretazione che fa però Claudio Sacco dell’Arneis ha a mio avviso una marcia in più. Il prodotto in questo caso viene lasciato a contatto con le fecce nobili sino a gennaio ottenendo così maggior struttura. Il risultato è un vino bianco molto elegante dove prevale la nota di frutta dolce e mandorla. In bocca è pieno, sapido, caldo e morbido. Ottimo per accompagnare i tipici Tajarin piemontesi o gli storici Ravioli del Plin. 

tenuta langasco

Altro vino che merita assolutamente l’assaggio è il Barbera Madonna di Como. Molto interessante l’annata 2009 per una sorprendente ed armonica pulizia dei profumi, ma ancor più intrigante ho trovato l’annata 2011, presentata per l’occasione in anteprima (dovremo aspettare ancora qualche mese prima di poterne acquistare una bottiglia). Il naso viene catturato da piacevolissimi sentori di frutta matura ma non posso non soffermarmi sull’assaggio vero e proprio. Una bevibilità eccezionale capace di unire freschezza, struttura, eleganza ed un tannino vellutato. In passato il Barbera era considerato in piemonte il vino per tutti i giorni mentre il Dolcetto veniva riservato solo per la domenica. Lasciatemi dire che questo Barbera non ha nulla a che fare con la vecchia tradizione popolare, tutt’altro, ci troviamo di fronte ad uno di quei vini che vorresti trovare sulla tavola nei momenti più importanti.

cantina tenuta langasco 2

Che dire allora se non: segnatevi il nome questa cantina per la prima occasione in enoteca. Nell’attesa comincio già a pianificare il mio prossimo tour nelle Langhe e chissà che questa volta non capiti proprio a Madonna di Como.

Per contattare Tenuta Langasco:

Tel. 0173236972

Email: info@tenutalangasco.it

4 Comments on Tenuta Langasco, una storia di Famiglia

  1. francesca
    28 Gennaio 2014 at 7:36 (6 anni ago)

    Segnato!!!!!! che articolo interessante… adoro l’arneis!!!! …e le langhe!!;-)

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